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Sant’Antonio Abate, mercante di neve e di… frittelle!

Lo “Zibaldone di Gennaio” della Bassa Bresciana ha tra gli appuntamenti di spicco la ricorrenza di di Sant’Antonio, la cui Festa viene celebrata il 17 gennaio. Un tempo, in questo giorno, era tradizione organizzare un grande falò che aveva lo scopo di propiziare un’annata carica di frutti. L’incaricato di turno doveva formare una pira alta fino a 5-6 metri composta di paglia e legno e per procurarsi il necessario aveva il suo bel daffare (‘L SO BÈL DEMENÉRE). La cenere veniva poi sparsa dagli uomini per allontanare i temporali, mentre le donne bruciavano i rami d’ulivo benedetti il giorno delle Palme.

Sant’Antonio compare anche in un detto popolare che fa riferimento al tempo quale foriero di neve SANT’ANTONE BARBA BIANCA SE NÒ FIÒCA PÓC GHE MANCA (S. Antonio barba bianca se non nevica poco ci manca).

CastagnoleC’è però un detto anche adatto ai golosi: SANT’ANTONE DÈ ZENÉR, SANT ’ANTONE FRITOLÉR (S. Antonio di gennaio, S.Antonio frittellaio) visto che in questo giorno si fanno i PANADÌ DE SANT’ANTONE (panini di S. Antonio) conosciuti anche come castagnole, i primi dolcetti che annunciano il prossimo Carnevale.

Ecco qui la ricetta.

Ingredienti:
– Farina 300g.
– burro 75 g.
– zucchero 100 g.
– 2 uova
– 1 bicchierino di rhum o liquore a gusto
– ½ bustina di lievito in polvere
– olio per friggere.

Procedimento:
Mescolate in una terrina le uova, lo zucchero, il liquore e il burro sciolto e a poco a poco aggiungete la farina e il lievito sempre mescolando.
Rovesciate il composto sulla spianatoia infarinata e lavorate la pasta finché sarà compatta; formatene dei lunghi bastoncini grossi come il pollice; tagliateli a pezzetti grossi come una nocciola quindi friggeteli pochi per volta. Scolate le castagnole dall’olio quando sono ben dorate e servitele tiepide cosparse di zucchero a velo.

Ma se non volete mettervi ai fornelli domani le potete gustare al Castello di Padernello al Mercato della Terra.

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