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È ora della pausa: caffè o cappuccino?

Caffè al Bar“Andiamo a prendere un caffè”, “Ti offro un caffè”, “Ci vorrebbe un bel caffè!”. Frasi come queste fanno parte del lessico comune e riassumono, in poche parole, l’abitudine quotidiana di noi italiani.

Immaginiamo una mattinata “tranquilla”, un ufficio, il ritmo frenetico e lo stress dell’imprevisto. Guardiamo l’orologio e ci rendiamo conto che è giunto il momento della tanto attesa “pausa caffè”. Ecco, tutto diventa ad un tratto più leggero e non solo perché stiamo per assaporare il suo gusto inconfondibile, ma perché nel suo aroma ci dimentichiamo per un attimo gli impegni e le preoccupazioni, rilassiamo la mente e ci ricarichiamo.

Macchiato, normale, espresso oppure lungo il caffè, insieme al suo compagno di viaggio cappuccino, è un fedele compagno di chiacchierate e un silenzioso testimone di confessioni. In Italia rappresenta un vero e proprio rito e può essere definito a tutti gli effetti: la bevanda più amata dagli italiani.

Secondo i dati emersi da FipeFederazione Italiana Pubblici Esercizi – sul mondo del caffè e del cappuccino, i nostri fidati amici, gustati preferibilmente al bar, sembrano una consuetudine che non conosce crisi. Analisi recenti dimostrano infatti che il caffè e il cappuccino muovono al bar un volume di affari pari a 6,6 miliardi di Euro con un consumo di 47 milioni di chilogrammi di miscela. I numeri sono traducibili in 175 tazzine di caffè e cappuccini serviti in media, al giorno, da un bar italiano, per un incasso giornaliero di 184 Euro.

Davanti al caffè si discute dell’andamento della borsa, del lavoro, dello shopping e del tempo e all’interno di ogni tazzina nascono grandi storie raccontate in quasi tutte le lingue del mondo!

BaT

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