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Il cioccolato regala emozioni indimenticabili a chi lo sa degustare.

Con l’arrivo dell’inverno e delle prossime festività il tanto amato “oro bruno” ritorna protagonista in tavola.
Non è però sufficiente amare il cioccolato, per poterne trarre maggior piacere, risvegliando tutti i sensi. Bisogna saperlo degustare. Lo sostengono gli esperti in materia, Clara e Gigi Padovani, autori del libro “L’ingrediente della felicità – Come e perché il cioccolato può cambiarci la vita”.

Il piacere del cioccolato

Secondo le loro convinzioni una pralina, una tavoletta, una crema da spalmare possono farci vivere istanti indimenticabili e provare sensazioni più profonde e complete se riusciamo a scoprirne tutte le sfumature con la dovuta attenzione.

Naturalmente è anche frutto dell’esperienza: più cioccolato mangeremo, meglio se di diverse tipologie, più il nostro palato si affinerà.

Come degustarlo

Il segreto, come spiegano i due esperti Clara e Gigi, “è usare i cinque sensi”. Partiamo dalla vista: la tavoletta deve essere lucida, a riprova di una buona tecnica di temperaggio. Per le specialità al latte il colore migliore è l’ocra chiaro, mentre per il fondente il mogano, non il nero; a volte può avere riflessi rossastri. Importante che non ci siano affioramenti bianchi o grigi di burro di cacao, indice di una errata conservazione.
Spezzando il cioccolatino deve rompersi senza fare briciole e senza presentare bolle, indice di una cristallizzazione non perfetta.

Passiamo all’udito. Anche le orecchie servono, infatti, per riconoscere un buon cioccolato: bene il suono netto, quello morbido non sarebbe indice di qualità. Il cioccolato si fonde in bocca alla temperatura corporea ma se al tatto la fusione è troppo veloce vuol dire che è stato aggiunto burro di cacao. Se è in misura eccessiva può coprire aromi e sapori.

Al gusto va ricercato equilibrio tra dolce, amaro e acido. Il gusto è importante, ma annusarlo di più: un cioccolato commerciale ha un profumo familiare, di uova di Pasqua, con zucchero e vaniglia che prevalgono. Nel cioccolato al latte si sente invece il caramello. A volte si sente odor di formaggio, quando il concaggio – l’ultimo stadio di lavorazione nella produzione di cioccolato – non è perfetto, mentre se sembra affumicato ci potrebbe essere un difetto nella tostatura.

Come potete notare, anche in fatto di cioccolato c’è sempre qualcosa da imparare e se volete diventare dei veri cultori della tavoletta meglio programmare il piacere!

BaT

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